LUCIO DEL PEZZO / Due o tre cose su Lucio Del Pezzo

Artista: Lucio Del Pezzo, Titolo: Due o tre cose su Lucio Del Pezzo, 

Curata da: Sandro Parmiggiani

4 Ottobre 2012 – 22 Dicembre 2012

Importante mostra personale di Lucio Del Pezzo al quale Arte 92 ha già dedicato alcune esposizioni. La rassegna presenta trenta dipinti, alcuni di grandi dimensioni, realizzati negli ultimi anni, che testimoniano il fervore e la felicità creativa di Del Pezzo.Lucio Del Pezzo nasce a Napoli nel 1933. Studia Agrimensura (branca della topografia che ha per oggetto la misurazione di campi o terreni e la loro descrizione) e quindi  Pittura all’Accademia di Belle Arti. Nel 1954 è in Grecia con una borsa di studio per ricerche archeologiche. Già nelle vicende della formazione Del Pezzo getta le basi dell’attività artistica che verrà svolgendo e che successivamente s’innesterà su altri interessi: il surrealismo, la metafisica e quella che è stata definita “pittura oggettuale”. L’opera di Del pezzo si caratterizzerà per la capacità di farsi traduzione visiva, affidata a forme della geometria e a oggetti tra di loro variamente combinati (dagli ex-voto iniziali alle icone capaci di racchiudere un simbolo o un messaggio), di misteri e enigmi, per le folgoranti associazioni mentali e le catene di rimandi rivelati dalle forme, dai colori, dagli accostamenti, dalle sequenze e dalle tensioni spaziali, sempre comunque all’insegna di una inesausta ricchezza di ispirazione, di una fantasia debordante, di un rigore di esecuzione, di una gioiosa ironia.

Del Pezzo tiene la mostra personale d’esordio a Padova nel 1955; nel 1958 è tra i fondatori del Gruppo 58 di Napoli. Nel 1960, su invito di Enrico Baj e di Arturo Schwarz, si trasferisce a Milano; la mostra personale alla Galleria Schwarz è presentata da Giorgio Kaisserlian. Be presto, Del Pezzo diventa un artista noto a livello internazionale: già nel 1961 ottiene il Carnegie International Award e tiene una mostra personale a New York, alla Knapik Gallery; qualche anno dopo sarà visiting professor all’Art Institute di Minneapolis. Nel 1965 va a vivere a Parigi, nello studio che è stato di Max Ernst (di cui diventa amico). Comincia a esporre in mostre di gruppo e personali ed entra nelle collezioni dei Musei. Nel 1966 viene invitato alla XXXIII Biennale di Venezia, presentato da Gillo Dorfles e Maurizio Calvesi. Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, Del Pezzo espone in mostre personali e di gruppo, in spazi pubblici e in gallerie private, in vari paesi, ricevendo commissioni pubbliche da parte di Ministeri, Musei e Università.  Nel 1970 si tiene la sua prima mostra antologica in Italia, a Parma, curata da Arturo Carlo Quintavalle; nel 1974, un’esposizione antologica gli viene dedicata a Milano, alla Rotonda della Besana, per la cura di Guido Ballo. Torna a Milano, dove tuttora vive e lavora, nella seconda metà degli anni Settanta; negli ultimi trent’anni assai intensa e importante è stata la sua attività espositiva, nella quale è venuto presentando le proprie opere pittoriche e scultoree; ha realizzato scenografie teatrali per opere musicali e balletti; è stato docente di Ricerche sperimentali sula pittura alla Nuova Acccademia di Belle Arti di Milano; ha collaborato con alcune aziende (Olivetti, Italsider).

Le opere esposte ad Arte 92 testimoniano la freschezza creativa di Del Pezzo, e le ragioni profonde della diffusa considerazione di cui gode da tempo, testimoniata dalle mostre tenute in importanti musei e dalla vasta presenza in collezioni pubbliche e private. Tra le opere in mostra, citiamo: Scacchiera, con la corte di oggetti-astri vaganti, dentro un infinito dall’inconoscibile profondità, alluso dalla foglio-oro, che caratterizza indelebilmente e fa da sfondo in altri dipinti: Imago, Teatro geometrico (splendida rappresentazione della macchina-teatro), Isis-Ring, Sangha, Dischi cromatici, Mensola oro, Mensola in oro e rosso, Mensola in oro con sfera. Un rosso che avvampa fa vibrare una serie di altre opere: Equilibrio, Tamang, Mensola lacca rossa e Casellario rosso, 12 elementi, La vela, Elementi, Interferenze, per finire con due tra le opere più affascinanti della mostra: l’intrigo di Ludi matematici; l’inquietante mistero di Teatro Alchemico.