AGOSTINO BONALUMI / Ritmi estroflessi e fluide trasmutazioni

Artista: Agostino Bonalumi, Titolo: Ritmi estroflessi e fluide trasmutazioni, 

A cura di: Claudio Cerritelli

4 Febbraio – 24 Aprile 2010

Il lungo percorso creativo di Bonalumi è caratterizzato da diverse fasi di ricerca che si sviluppano con coerenza tra pittura e scultura elaborando gli accenti plastici della geometria e una capacità di trasmettere attraverso l’estroflessione della superficie valori tattili e intuitivi che vanno oltre la dimensione fisica dell’opera-oggetto. La tela viene modellata con supporti lignei che agiscono da dietro e permettono l’articolarsi di rilievi di segno astratto su campi monocromatici, si tratta di una tecnica costruttiva che permette molteplici variazioni, angolazioni, mutazioni di ombra e di luce che determinano un complesso impatto percettivo.

L’arte di Bonalumi si afferma nel contesto delle nuove ricerche spaziali per il rigore della fantasia e per la continua tensione tra pensiero progettuale e realtà fisica dell’oggetto plastico, sia legato alla dimensione frontale della parete sia collocato nello spazio come una scultura che si dilata nel vuoto.

“Il dubbio è tensione che trova estrinsecazione nella ricerca. L’opera è manifestazione del suo superamento nel quale però permane e richiama altri dubbi, altre ipotesi. Da qui la drammaticità dell’arte, la pena del dubbio, che non cessa col risolversi della ricerca della forma. Tuttavia, l’opera d’arte sarà tanto più significante quanto più, nel suo sistemarsi e farsi ricerca ordinata, riuscirà ad essere accumulazione di dubbio.”

AGOSTINO BONALUMI, 1977

Le 30 opere di questa esposizione (carte, tele, sculture-oggetto) appartengono ad una interessante svolta nel percorso di Bonalumi, tra anni Ottanta e anni Novanta, nel momento in cui le rigorose strutturazioni geometriche giocate su segmentazioni di linee parallele ed oblique cedono il passo alle configurazioni curvilinee di tipo barocco con cui l’artista dà forma ad un nuovo slancio creativo, libero di muoversi tra passato e futuro.

“La geometria è messa in dubbio e i suoi modelli sono contraddetti dal desiderio di seguire le torsioni sottocutanee i cui andamenti sono sottratti alla progettualità razionale e restituiti all’evento del loro sfuggente articolarsi. (…)

La metrica adottata in passato subisce alterazioni, non è mai uniforme, oscilla dall’aspetto primordiale e informe a quello calibrato e fluente che evoca i ritmi curvilinei della scrittura spaziale”.

CLAUDIO CERRITELLI