MARCO CASENTINI / Tutti i colori del mondo

Artista: Marco Casentini, Titolo: Tutti i colori del mondo, A cura di: Angela Madesani

26 Marzo – 23 Maggio 2009

Marco Casentini da qualche anno vive in California, a Los Angeles. Una terra dove molto, forse tutto, è possibile: e la sua pittura risente intimamente del suo nuovo stile di vita.

Nelle opere, infatti, reale e virtuale convivono e si confrontano. Ora nella sua pittura sono i colori pieni dell’oceano, della sabbia, del cielo, ma anche delle costruzioni dell’uomo. Si coglie la traccia di elementi naturali: l’acqua, la luce solare, la terra; ma anche artificiali: le luci al neon, i cartelloni pubblicitari, le costruzioni effimere.

A maggior ragione in un momento di grave crisi economica e sociale come quello che stiamo vivendo, Casentini vuole trasmettere un messaggio di ottimismo, di felicità che non ha nulla di banale, di forzosamente facile.

Nei lavori più recenti, in mostra da Arte 92, alla pittura si sovrappongono anche piccole parti di plexiglas, dipinte sul retro, che diventano una sorta di specchio attraverso il quale lo spettatore entra totalmente nel quadro. I suoi lavori sono eseguiti con una tecnica tradizionale, ma tuttavia rompono i ponti con l’astrazione in senso canonico.

La koiné linguistica è un elemento portante nella ricerca di Casentini, in particolare nella sua produzione più recente. In tal senso si può guardare alle zone di plexiglas presenti nelle sue opere, come a schermi vuoti, in attesa dell’immagine da proiettare.

A Casentini interessa molto il rapporto con le immagini esterne: la televisione, il computer, internet, la pubblicità. Tutto in una pioggia irrefrenabile in cui è sovrapposizione, alternanza, informazione, ma anche annullamento della stessa. Forte, inoltre, è anche l’influenza della pittura americana, dei toni piatti della Pop Art e di Tom Wesselmann in particolare.

L’operazione di riduzione ai minimi dello spazio architettonico, che ha in sé un portato morale, da intendersi ovviamente in senso ampio, porta a una sorta di sospensione del tempo, di sapore metafisico. Sospensione che comporta un silenzio intrinseco e che si pone in rapporto con i colori forti della contemporaneità, dando vita a un equilibrato contrasto di natura linguistica e speculativa.