GIULIO TURCATO / Cangianze del colore

Artista: Giulio Turcato, Titolo: Cangianze del colore, A cura di: Claudio Cerritelli

16 Marzo – 24 Giugno 2006

La rassegna presenta circa 25 opere di Giulio Turcato (Mantova 1912 – Roma 1195) che testimoniano il percorso dell’artista dalla seconda metà degli anni Quaranta fino ai primi anni Novanta, attraverso tutte le stagioni che indicano il suo impegno etico e poetico per il rinnovamento della pittura astratta. La nozione di astrattismo è vissuta da Turcato come ricerca di libertà nella metamorfosi del colore, come immagine che si ispira alla sensualità della natura e agli sconfinamenti della fantasia verso la percezione cosmica della luce.

Fondatore nel 1947 del gruppo “Forma 1” con Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli e Sanfilippo, espone nello stesso anno alla mostra del “Fronte Nuovo delle Arti” e nel 1950 è presente alla Biennale di Venezia, con il “Gruppo degli Otto” sostenuto da Lionello Venturi. Dopo aver partecipato negli anni Cinquanta ad altre edizioni della Biennale veneziana ed aver esposto a Kassel (1959), entra a far parte nel 1960 del Gruppo “Continuità” con artisti, tra gli altri, come Novelli e Perilli.

A partire dagli anni Sessanta la sua ricerca approfondisce le cangianze del colore “al di fuori dello spettro” attraverso variazioni che oscillano dai segmenti ritmici della geometria alle disseminazioni di macchie come energie cromatiche allo stato puro.

L’astrazione di Turcato è in questo senso superamento dei limiti visibili della rappresentazione, esplorazione dell’orizzonte della vita come emozione e invenzione di colori che l’artista ha definito nel 1968 “colori impensati”, al di fuori delle possibilità stesse dell’uomo. In tal senso, le forme pittoriche fluttuano nell’atmosfera come bagliori, vibrazioni, sottili turbolenze della luce nello spazio intenso come continuo divenire, pluralità di mondi possibili.